Daily Archives: March 5, 2015

questa sono io

Chi sono? bella domanda. la storia dice che sono nata poco più di 50 anni fa, da Ivano e la Lori, che in verità si chiama Giorgina, ma questa è un’altra storia. Vivo da sempre a Quercianella, un angolo di paradiso della costa livornese. Ho frequentato al meglio l’Istituto d’arte di Pisa, specializzandomi in arte vetro, sarei se lo facessi, una brava restauratrice di vetrate antiche ma…. la vita dice tutt’altro!

il mio ritratto

il mio ritratto

Mi sono sposata a 25 anni da questo matrimonio è nata Giulia, poi il matrimonio ha avuto uno stop…. ed anche questo è un’altro capitolo.

Per scelta altrui, ovvero dei miei genitori  Ivano e la Lori, mi  sono ritrovata a studiare per prendere la licenza di albergatrice e ristoratrice ed oggi questo è il mio lavoro, all’Hotel Ristorante Fiammetta, devo dire che mi piacerebbe anche di più se fosse un po’ più costante tra inverno ed estate.

Sportiva, ho giocato una vita a pallavolo, oggi la insegno, la mia personale attività fisica si limita però a camminare, ecco che è sbocciata, ormai da qualche anno la passione per il trekking, o meglio escursioni locali.

Sicuramente deriva dal fatto che quando ero piccola il babbo mi portava con se a caccia, camminavo incuriosita da tutte le storie che mi raccontava, storie che oggi sono a narrarvi. Non voglio essere né giornalista né fotografa, sicuramente sono storie esperienziali,  seguo i sentieri dei miei racconti nel mio comprensorio e cercherò di mostrarveli documentandoli con foto. Scusatemi per il mio italiano, semplice e sicuramente con qualche errore, sarò contenta già se le leggerete e se vi piaceranno, sarà un successo. E se poi qualcuno vorrà con me percorrere uno di questi tracciati trekking sarò felicissima di trascorrere una giornata con voi.

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la mia marmellata di Arance

le arance di casa mia

le arance di casa mia

la #marmellata di arance
non voglio pretendere che tutti voi siate fortunati come me ad avere un bell’albero di #Arancio Tarocco in giardino e forse la mia marmellata mi pare per questo più buona.
Condivido con voi tutti questa ricetta donatami dalla mia amica Mariaromana
Armatevi di pazienza innanzitutto perché ce ne vuole, la marmellata di arance è fra le più noiose, ma questo è già un pregio per chi ma la cucina.
Dunque una volta scelto il momento per fare ciò, vi servono delle arance biologiche, possibilmente colte da poco, perché la buccia col tempo si riduce. le mettete a mollo per un poco dopodiché procedete così:
con un coltellino affilatissimo sbucciate le arance avendo cura di non toccare la parte bianca che si trova fra la buccia e la polpa, a piccoli pezzetti (è questo l’aspetto noioso) questo perché altrimenti la marmellata diventa amara. poi una volta fatto questo sbucciateli del bianco anche nelle parti interne fra gli spicchi e metteteli in pentola insieme a tutta la buccia che avete ottenuto. ultimata questa procedura pesate il prodotto, mettetelo al fuoco schiacciando gli spicchi con un mestolo, aggiungete tanto zucchero quanta è la quantità di polpa, abbassate il fuoco e lasciate cuocere almeno un paio d’ore abbondanti, lentamente, la cottura sarà ultimata quando dal mestolo la marmellata cadrà a goccioloni. Procedete a metterla nei barattoli come sicuramente sapete già.

Camilla ed Ernesto ..non il solito Castello!

Forse non tutti sanno che ..Quercianella è un rifugio d’amore per tutti gli innamorati e ritengo fondatori di ciò Camilla ed Ernesto.

Al tempo in cui Pisa era sotto il dominio della Francia, siamo alla fine del millequattrocento quasi cinquecento (come direbbero Troisi &Benigni)

Camilla de Palli, dama pisana raggiunse al castello, il franceseErnesto  D’Estraguez/D’Entraguez ( le fonti così lo citano) , che era lì fuggito disertore e stava morendo per le pene d’amore.

La storia ci narra che Camilla fosse una fanciulla bellissima e coraggiosissima, tanto che durante l’inchino al Re, osò rivolgergli la parola, oltre che lo sguardo, ella chiedeva al re, di restituire a Pisa la libertà.

D’Estraguez conobbe Camilla, figlia di Messer Luca Lante ad un ballo, in cui lui venne insignito a Governatore di Pisa, da Re Carlo VIII, siamo nel 1494 e Pisa veniva liberata dal giogo dei Fiorentini….se non che dopo 3 mesi di battaglie e di assedio dei fiorentini Carlo VIII ordinò a D’Estraguez di consegnare la fortezza ai suoi nemici ma poiché egli aveva ricevuto in dono un palazzo Lungarno e il Castello di S.Regolo, disobbidì, sopratutto per non mancare alla parola data a Camilla….D’Estraguez non consegnò la Cittadella, disobbedendo al re, che gli scrisse una lettera dove lo rampognava e lo minacciava se non avesse ubbidito, arrendersi e allontanarsi con gli altri francesi da Pisa, ma…povero D’Estraguez lottava fra l’amore per Camilla e il dovere di cavaliere, lui di nobilissima prosapia dei Balzac, fellone contro il re di Francia!

Vedendo Camilla che combatteva sulla mura pisane al suo fianco, dopo lunga meditazione, nel cuore e nella testa di Ernesto vinse la scelta d’amore…i fiorentini assalirono il borgo dalla porta S.Marco e D’Estraguez, invece di arrendersi, continuava la batteglia e mandava giù i balestrieri, quanti più poteva. Camilla venne fatta prigioniera da Vitellozzo Vitelli il comandante dei fiorentini, ma Ernesto la salvò e i fiorentini non entrarono, l’amore aveva trionfato….era il 1°gennaio e D’Estraguez si mosse dal Duomo incontro alla processione arrivò al ponte alle Piagge e donò alla Vergine protettrice dei Pisani le chiavi della Fortezza, dopo di ché  si allontanò da Pisa… per non continuare nell’atto di fellonia verso il suo Re Signore.

Allontanatosi da Pisa dopo avere ricevuto una lettera dal maresciallo Tentaville, che gli consigliava di fuggire, D’Estraguez si rifugiò in cima a quell’erta dove anni dopo venne costruita la torre del Romito, trascorrendovi i giorni nella più assoluta solitudine.

Il dolore per aver abbandonato Camilla, era in verità il più grande dei sacrifici che il cavaliere potesse fare, egli si rifugiò alle pendici di #Montenero, fra i gioghi aspri e solinghi del poetico Romito.

La vergogna di aver disonorato la patria, gli impediva di guardare in faccia gli uomini…..Pisa intanto abbandonata dai francesi, lottava per la sua libertà, Camilla dei Lanti infelicissima per le sventure della sua città e perchè ignorava le sorti del suo D’Estraguez, si era ritirata in suo castello a Montemassi e nella solitudine di questo feudo, passava i giorni nell’angoscia e nel pianto.

Ecco che un giorno Ernesto mandò a chiamare un frate agostiniano della chiesa di #San Iacopo in Acquaviva di #Livorno

Il monaco narrò che non poteva aiutare l’eremita perché egli soffriva di un male terreno e non abbisognava dei conforti della religione: <Io morrò disperato e senza riconciliarmi con Dio,se non vedrò Camilla dei Lanti, andate al Castello di Montemassi e dite al padre suo di portarla da Ernesto D’Estraguez che è moribondo>……

Erano trascorsi due anni da quando Camilla ed Ernesto si erano separati ed al castello di Montemassi arrivò il monaco agostiniano che chiedeva di parlare con il padre di Camilla, gli fu concesso e lui raccontò di un eremita abitatore delle rupi sulla via maremmana che sovrastano la scogliera, lo aveva fatto chiamare e lui accorso lo aveva trovato morente.

La giovinetta fu menata per #balze e rupi sino alla capanna dell’infelice eremita, egli poté dirle che privo del suo onore e di lei, non poteva ormai vivere e che avendole sacrificato l’onore, aveva ben diritto che essa assistesse al momento estremo della sua vita…

La leggenda racconta che Ernesto D’Estraguez possedesse un crocifisso che alla sua morte venne portato nella Chiesa di Montenero ove si venera; Camilla invece dopo la di lui morte, si ritirò a vita claustrale e rese l’anima a Dio nell’anniversario della morte di Ernesto…

il Castello del Romito

<Questa aspra rupe del Romito,

da pochi anni splendido soggiorno signorile e solitudine deliziosa,

l’eccitata fantasia popolò

talvolta di demoni tentatori di quei solitari

che vi si erano stanziati a vita ascetica e contemplativa.>

(#Pietro Vigo)