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lo schioccapalle

OLYMPUS DIGITAL CAMERALe mie storie, spesso raccontano della mia infanzia, un periodo bello per ogni bambino, il mio lo è stato anche perché ho avuto due grandi genitori, che sicuramente mi hanno dato tutto, tutto il loro possibile, forse non avrei potuto chiedere di più, di più dell’amore per me e mio fratello, di più della loro vita. Qualcuno può pensare che tutto ciò sia scontato, uguale o meglio per chiunque, io so che ho avuto tanto che c’è di peggio, quindi mi reputo molto fortunata.

L’esperienze fatte con il babbo, per i boschi a caccia ma anche nel quotidiano, sono state coinvolgenti, oggi raccontavo la storia a mio nipote mentre si camminava ho visto una pianta di acanto e mi è tornata in mente la storia dello “schioccapalle”.
Lo schioccapalle era un fucilino rudimentale, un balocco che è rimasto nella nostra memoria, oggi che i bambini hanno tutto e di più, che si annoiano di tutto, oggi i bambini sono ancora di più incuriositi dalle storie ed ovviamente la domanda di Gregorio è stata:

Torna allora in mente la voce, la storia e i modi di nonno Ivano, il mio Babbo, ecco che lui con la scusa del gioco, mi insegnava che dalla pianta dell’acanto, una volta fiorita questa produce delle bacche nere, rotonde come un’oliva, queste sono le munizioni… la vocina piccolina e gli occhi sgranati di Gregorio mi riportano subito alla realtà, forse lui aveva letto un attimo di tristezza.

Gli racconto che nel bosco si deve cercare una piante di sambuco, che è una pianta mediterranea che fa dei fiori bianchi ad ombrello e che poi diventano delle piccole bacche anche queste,  il sambuco ha la caratteristica di avere il midollo del tronco morbido, ne va scelto un pezzetto di circa 40cm il più dritto possibile, poi si devo togliere il midollo con un pezzetto di legno un po’ più lungo, che entri perfettamente nel primo legno, a mo’ di stantuffo, una volta fatto ecco che si prende le munizioni, due bacche di acanto si introducono nel cavo del legno poi ci si ficca anche il secondo legno e con un po’ di forza “Schiò” ecco la fucilata, la prima bacca è la seconda palla che per attrito spinge e schiocca la prima.

Un semplice gioco, rudimentale, il divertimento era anche poi spellarlo della sua corteccia morbida, con il coltellino da caccia di babbo, la cui punta serviva poi per fare delle incisioni a decorazione, seguivo il disegno riccioluto che vedevo nell’impugnatura delle Colt dei film western…era il mio Winchester.

 

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