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Di cava in cava, …un bacio

Il litorale Livornese, chiamato il “Romito” sorge su una scogliera a picco sul mare, questa ha una caratteristica colorazione data dalla diversità delle pietre che la compongono, la pietra arenaria, color grigio, la lava nera, il macigno bianco-grigio, il tufo arancio, la pietra rossa e il grigio scuro della lavagna.

hotelfiammetta il romito

Tutto ciò nel tempo che fu, rappresentò motivo di lavoro per tante persone ed è per questo che numerose sono le cave che si susseguono lungo la strada che porta in Maremma, com’era chiamata allora. Oggi si presenta ancora come una strada impervia ma un tempo lo era ancor di più, in quanto non esistevano i ponti che superano gli omonimi botri di Calafuria, di Calignaia ed a Quercianella quello del Botro Forconi.

Fino alla fine degli anni 50, la strada principale, era tutta un saliscendi, arrivando da sud aveva già percorso il tortuoso tratto Castiglioncello-Quercianella lungo la costa, entrando nell’attuale Via Mario Puccini, attraversava poi il passaggio a livello, proseguiva in direzione nord verso la Chiesa di Sant’Anna, scendeva verso il “Calesse” e risaliva verso il Castello di Sonnino, per poi proseguire giù a picco verso la Cava di Calignaia, risalire nuovamente il Sassoscritto, dove c’era un’altra cava e poi via verso quella di Calafuria.

hotelfiammetta la cava di calignaia
Il periodo di cui vi racconto è subito dopo guerra, le cave  erano lavoro per gli uomini, mentre le donne che lavoravano spesso erano a servizio in case di signori benestanti, molte facevano le lavandaie e portavano le  lenzuola ai lavatoi per poi stenderle sui campi dove c’era vento, il posto più frequentato era ai “Pinarelli” una zona al Castellaccio che oltre che il lavatoio ed i campi giusti per stendere, aveva una particolarità si trovava sopra la cava di Calignaia…

Hotel Fiammetta la  scogliera sul romito

Le donne e gli uomini erano perciò vicini durante le pause, solo un sentiero li divideva,  per cui alcune, spesso le più giovani mogli, portavano da mangiare ai mariti. Fu durante una pausa che Egidio e Maura si conobbero, lei aveva accompagnato l’amica Nilde che portava il fagottino di cibarie al marito. Lui Egidio era un uomo semplice, silenzioso, un po’ più maturo di lei, ancora scapolo, era già stato fidanzato, ma un febbre gli aveva portato via l’amata e per un po’ la tristezza aveva fatto da padrona.

Maura era una bella morettina, non sapeva niente di lui, nessuno gli aveva raccontato quell’ infelice paragrafo di vita di Egidio. Maura arrivava da Campolecciano e lui da Livorno tutti e due in bicicletta, lei faceva servizio ad Antignano in una villa e una volta la settimana portava le lenzuola a lavare ed asciugare ai Pinarelli.

Avvenne che scese così una seconda volta giù alla cava con la sua amica Nilde, nella speranza di incontrare ancora lo sguardo di Egidio. I due però quel giorno non si erano parlati, i loro sguardi si erano nuovamente incrociati solo all’ultimo, mentre lei stava tornando su ai Pinarelli con Nilde.
Alla fine della giornata Egidio decise di non tornare subito a casa, per cui si  fermò con la sua bicicletta alla #Sassoscritto ed attese… un gruppetto di donne in bicicletta stava tornando da Livorno, fra queste c’era Maura, al vederlo lei s’infiammò in viso e si fermò, lui invece rimase di pietra, lei era irradiata dal tramonto alle  spalle, con la Gorgona sullo sfondo e la sua chioma mora a contrasto con l’arancio del cielo, Maura era ancor più bella.

Egidio gli sorrise e trovando un po’ di coraggio con un fil di voce le disse: ” da stasera ti c’accompagno io a casa”.

hotelfiammetta tramonto sul romito

I due si avviarono verso sud, le donne davanti a loro si girarono e farfugliarono qualcosa, poi ripresero a pedalare, qualsiasi cosa avessero detto andava bene. Arrivati a Campolecciano, il babbo di lei si affacciò sullo steccato che recintava l’orto perché aveva visto le donne e vedendo poi la figlia attardata con un uomo vociò: ” o Maura, che ti senti bene?” ” sì babbo….Egidio ti vuol parlare…”rispose. “Egidio?!… che sei te?!…o dimmi?”

Egidio prese fiato e coraggio e con voce ferma iniziò a parlare: ” Buonasera…” iniziò lentamente  “io son cavatore a Calignaia,… e sono caposquadra,…  e guadagno benino….e sto all’Ardenza…. e la su figliola mi garba tanto… e mentre si veniva in giù si sarebbe anche parlato un po’di matrimonio…. anche alla svelta… perché non la voglio sapè in bicicletta sul romito… e poi un ho tempo da perde…l’ho voluto sposà dal primo momento che l’ho vista… ed è passato anche troppo tempo”. Egidio aveva detto tutto, e tutto d’un fiato tutte le informazioni utili e tutto quel che aveva da dire, e si chetò. Il babbo di Maura ascoltava attonito l’uomo che aveva davanti e fra se pensava …che prendesse marito andava bene, ma almeno il fidanzamento…. prese la parola ” o quando l’hai vista?” ed Egidio” l’altra settimana…..!” Il babbo si rivolse a Maura sorridendo ” o Maura! un si pò mica fallo aspetta dell’altro questo giovine! O che si va a parlar col prete subito?”…scherniva.

La risposta della figlia fu ” No babbo! No!”.

Il babbo rimase incredulo, guardava la figlia e non capiva, intese solo quando Maura si avvicinò al giovane e lo prese per un braccio,  guardò il babbo e gli disse ” Si vole sposà a Montenero, lui ha già parlato col prete di lassù”.

” Maremma svelta! allora c’ho solo da dillo alla tu mamma!” rispose il babbo, mentre sorrideva.. e  Maura prontamente intervenne ancora “No babbo! un importa lo sa’ di già anche lei… che mi sono innamorata….. dall’altra settimana!” e lui : ” boia deh! me no male vi siete visti due volte con oggi…. fra un mese sennò scodellavi già un figliolo!”.

Al babbo di Maura, questo giovine sanguigno gli era piaciuto da subito.

Per un mese intero Egidio si alzò più presto del solito per andare incontro alla sua Maura, arrivava fino a Sant’Anna o giù di lì, al mattino ed alla sera ad ogni curva, nascosti dall’occhio delle donne, un bacio, ma questo lo raccontarono solo dopo sposati, quando costruirono i ponti; Maura raccontava la loro storia e diceva: “ora c’avrebbero visto!la strada è più diritta, ci sono meno curve e meno salite ” ed Egidio replicava: ” Non ti preoccupà, Maura…e lo sapevano… anche se un lo vedevano!”
I due dopo il matrimonio vissero per un breve periodo all’Ardenza, poi Egidio venne trasferito alle Cave di #Carrara, là ebbero 3 figli,  quando andò in pensione, tornarono all’Ardenza, dove avevano la casa. Avevano una passione, una passeggiata a Quercianella, facevano sempre il solito tragitto, il loro tratto di strada. Arrivavano, lasciavano la macchina al parcheggio sull’Aurelia alla Rotondina, poi a piedi facevano il giro dal #Calesse a Sant’Anna, la Vecchia via del Litorale,  imboccavano la Via Puccini ed andavano fino in Chioma e poi in Campolecciano fino alla casa dove lei aveva abitato da ragazza, quindi tornavano indietro.

Mi raccontarono la loro storia una domenica a pranzo, al mio ristorante “Fiammetta“, erano due anziani signori e dei graditi clienti, erano innamorati di Quercianella,  nei loro occhi ardeva un grande amore, prima di iniziare a mangiare un bacio, come prima di ogni salita.

La storia è finita, una delle foto è volutamente scattata dal ponte di Calignaia, la strada che intravedete è quella che percorrevano all’epoca sullo sfondo la cava di Egidio, andava fino laggiù oltre a quello che vede l’occhio, se vi ci fermerete non capirete gran che del giro che faceva  ma voi potrete immaginare……ed immaginate… quanti baci sono stati…!

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