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“Chioma Beach”

Un tempo #Chioma Beach era una semplice area attrezzata per il mare, sul cui territorio erano stati installati dei veri e propri bungalow fabbricati in legno e cannuccia, in un ambiente rurale e moderno allo stesso modo, con delle cabine montate lungo il tratto sottostante la ferrovia che sembravano il disegno di un serpente.

Per raggiungere Chioma beach si attraversava un ponte che in un’epoca più antica era di legno e  più volte venne portato via dalla piena del fiume per cui di seguito ricostruito. Chioma beach si sviluppava sopratutto sulla foce lato sud, in quanto il torrente da quel lato rimpaciava naturalmente di ghiaia il versante. Dal torrente, la cui sorgente nasce alla Malavolta, arrivava questa ghiaia di gabbriccio abbastanza piccolina, dal colore grigio- verde che in modo particolare ai tramonti risplendeva con toni di colore unici. Chioma beach, era un ritrovo estivo, per vip, attori, calciatori, usava già all’epoca incontrarsi per l’aperitivo al tramonto,  macchina sportive più o meno lussuose transitavano sulla Via Puccini, a Quercianella, spesso in questo luogo si incontravano personaggi del cinema e della TV, quella scatola infernale e luminosa che aveva iniziato ad arredare le case.

Il mio babbo all’epoca siamo agli inizi degli anni 50 stava restaurando una villa in Chioma, di un signore di Roma, conosciutissimo nel mondo del cinema tra i doppiatori più famosi Giulio Panicali, questo aveva una figlia una donna bionda molto bella, Lidia, quando babbo  parlava di lei, si illuminava, la raccontava con enfasi… con quegli occhi azzurro-verdi..! Lidia era già sposa giovanissima del calciatore Bob Lovati, grandissimo calciatore della Lazio, da cui si separò. Dopo questo episodio di vita di Lidia, qualche anno dopo il signor Giulio disse al mio babbo: “Mò.. non se la piglia più nessuno”….e il mio babbo: “E’ quella delle belle ciglia….tutti la voglion e nessuno la piglia…O sor Giulio! ..La sapesse tutta!… quanti pretendenti ha, con quell’ occhi  prima o poi… ”
Ora, come vi dicevo a Chioma beach era diventato quasi un rito d’obbligo per tutti coloro che volevano stare in vista. Era l’epoca della #Bella Vita per cui i vip registi attori attrici e qualche cantante frequentavano il litorale toscano da #Castiglioncello a #Viareggio, una piccola tappa era Chioma Beach per l’aperitivo . Il restauro della casa durò qualche anno, anche perché nel periodo estivo la famiglia romana, si trasferiva al mare e il babbo interrompeva i lavori per poi iniziare nuovamente a settembre. Per tante estati Quercianella e Chioma furono teatri di notti folli, serate trascorse in riva al mare, davanti ad un fuoco accompagnati da chitarra a cantare, per poi raggiungere Castiglioncello dove iniziava la vita di notte, era  l’epoca del “Chiucheba” il mitico locale. Fu durante una di queste estati che Lidia si presentò a Quercianella  con un nuovo amore,  un attore, già affermato sia nel cinema che nel teatro. Ecco che alla fine dell’ estate,  il babbo tornò con la notizia alla mia mamma, …lo sai Lori  dai e ridai si risposa anche lei, il suo babbo prima era preoccupato perché non c’aveva marito, ora è disperato, si fa per dire,  perché anche lui è un attore….

La loro casa è ancora lì, nel verde della macchia mediterranea, l’intervento della cementificazione a distrutto Chioma  Beach, tutta la sua bellezza e il suo charme, non è più la stessa, al posto delle cabine, c’è un serpentone di tre piani, con tanto di piscina, il ponte è di cemento armato, al posto dei sassi grigio -verdi c’è uno stabilimento balneare con la sabbia è riportata da chissà dove…hanno cementificato perfino  la foce, per farci un porticciolo per gli yacht, Il mio babbo ha continuato la manutenzione fino a pochi anni fa,  i due sono felicemente sposati e vivono a Roma in inverno e a Quercianella in estate, lui è un attore riconosciuto, tra i più importanti del teatro italiano, lei è una bella bionda signora, con i suoi bellissimi occhi azzurro-verde come il mare in Chioma, che porta a spasso i suoi cani, in Quercianella, sono #Carlo Giuffrè e la signora Lilly Panicali.

Chioma beach anni 60

Chioma beach anni 60

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il ponte di Marisa

Questa che vi andrò a raccontare è una delle storie del nostro territorio più conosciute nel mondo, già nel mondo perché è andata oltreoceano addirittura divenuta un cortometraggio.

Hotel Fiammetta il chioma

E’ una storia che proviene dalla cronaca…in verità non è proprio Quercianellese, ma del Gorgo, una località nella vallata del Chioma, un torrente che se sfocia a Quercianella, si chiama così proprio dal gorgare (o come dicono i vecchi rigogliare) delle acque della “Quarrata” che si immettono nel Chioma, facendo un gran rumore, la località si trova tra Nibbiaia e Castellaccio e Quercianella.
Per me è un bellissimo ricordo, me la raccontava il mio babbo, quando mi portava con se nel bosco alla preparazione del capanno da caccia e delle poste, nel frattempo che si raccoglievano funghi o asparagi, raccontava raccoglieva anche qualche fiore di campo per la mamma e fischiettava.
Siamo nel 1957 e spesso in inverno, le acque del torrente “Chioma” erano in piena, al Gorgo all’epoca viveva la famiglia Leonzio, madre padre e due figli: Pantaleone e Marisa.

La bambina aveva 8 anni e tutte le mattine per andare a scuola faceva circa 3km a piedi, di una strada di campagna ancora oggi transitabile solo con fuoristrada; appena aveva lasciato casa doveva affrontare il Chioma, guadava il torrente saltellando di pietra in pietra..succedeva però che quando pioveva questo diventasse un vero ostacolo per Marisa che arrivava a scuola bagnata, per cui la maestra le diceva: “Marisa vai vicino alla stufa, che sei tutta bagnata….poverina te che fai tanta strada per venire a scuola!”
Un giorno la maestra dette alla classe un tema, i bambini dovevano scrivere il loro desiderio per la Befana…. già perché un tempo i regali li portava la Befana. Siccome il babbo di Marisa le diceva sempre che un giorno le avrebbe costruito un ponte per farla andare a scuola, ecco che la piccina descrisse questo suo desiderio…Marisa voleva un ponte per se e per il suo babbo…
Questo tema venne scelto e pubblicato dal giornalino scolastico, addirittura finì sui quotidiani regionali e qualche giorno prima di befana, arrivò a Nibbiaia un signore su di una bella Alfa Romeo rossa, in cerca di Marisa.

Costui era De Bernard capo ufficio stampa della Ceiad Columbia, la famosa casa cinematografica, che in quel momento stava girando il film “Il ponte sul fiume Kwai” quale miglio propaganda per lanciare il film in uscita?!
La Columbia colse al volo l’occasione per fare pubblicità al film in uscita e fece costruire, un ponte identico a quello del film e lo regalò a Marisa, che già alle prime pose delle travi approfittava per guadare il torrente senza bagnarsi.

La vallata del Chioma per giorni e giorni si popolò di giornalisti fotografi e curiosi. Costruirono il ponte, 18 mt x 6 queste erano le sue dimensioni.

La famiglia Leonzio divenne talmente famosa che la moglie del presidente della repubblica, Gronchi, regalò alla piccina ed alla famiglia un vero e proprio guardaroba, di lì a breve Marisa e famiglia partirono per l’America.

I movimenti delle scolaresche italiane ed americane iniziarono un’attività di gemellaggio, Marisa e famiglia, vennero ricevuti alla Casa Bianca, lei giocò con i figi di Nixon, che all’epoca era vicepresidente e assistette alla prima del film;  Marisa racconta che non ci capì nulla perché era in inglese, conobbe i due attori William Holden ed Alec Guinness, ma era una bambina…e per questo, quando Holden le fece omaggio di un mazzetto di viole, lei  fu quasi scortese, le voleva buttar via, il uso babbo prontamente la fermò, Marisa pensò “ma come? fra tutti i fiori che ci sono nel mondo proprio le violette, che in Chioma c’è pieno!”

Il film vinse 7 oscar e la vallata della Chioma visse per un po’ di fama..
Il motivo che fischiettava il mio babbo, era la colonna sonora del , mentre io ero sulle sue spalle a “briuccio”come diceva lui (cavalcioni)…ti amo carissimo babbo mio, ora che sono io che ti porto a spasso mi rendo conto del vissuto che mi hai donato e di quante belle esperienze ho fatto.

questa sono io

Chi sono? bella domanda. la storia dice che sono nata poco più di 50 anni fa, da Ivano e la Lori, che in verità si chiama Giorgina, ma questa è un’altra storia. Vivo da sempre a Quercianella, un angolo di paradiso della costa livornese. Ho frequentato al meglio l’Istituto d’arte di Pisa, specializzandomi in arte vetro, sarei se lo facessi, una brava restauratrice di vetrate antiche ma…. la vita dice tutt’altro!

il mio ritratto

il mio ritratto

Mi sono sposata a 25 anni da questo matrimonio è nata Giulia, poi il matrimonio ha avuto uno stop…. ed anche questo è un’altro capitolo.

Per scelta altrui, ovvero dei miei genitori  Ivano e la Lori, mi  sono ritrovata a studiare per prendere la licenza di albergatrice e ristoratrice ed oggi questo è il mio lavoro, all’Hotel Ristorante Fiammetta, devo dire che mi piacerebbe anche di più se fosse un po’ più costante tra inverno ed estate.

Sportiva, ho giocato una vita a pallavolo, oggi la insegno, la mia personale attività fisica si limita però a camminare, ecco che è sbocciata, ormai da qualche anno la passione per il trekking, o meglio escursioni locali.

Sicuramente deriva dal fatto che quando ero piccola il babbo mi portava con se a caccia, camminavo incuriosita da tutte le storie che mi raccontava, storie che oggi sono a narrarvi. Non voglio essere né giornalista né fotografa, sicuramente sono storie esperienziali,  seguo i sentieri dei miei racconti nel mio comprensorio e cercherò di mostrarveli documentandoli con foto. Scusatemi per il mio italiano, semplice e sicuramente con qualche errore, sarò contenta già se le leggerete e se vi piaceranno, sarà un successo. E se poi qualcuno vorrà con me percorrere uno di questi tracciati trekking sarò felicissima di trascorrere una giornata con voi.